Recensioni

“La ragazza interrotta” di Susanna Kaysen

“La ragazza interrotta” è un libro autobiografico dal quale è stato tratto il film del ’99 “Ragazze interrotte“, interpretato dalle fantastiche Angelina Jolie e Winona Rayder. Ed è stato proprio perché a suo tempo vidi e amai il film che, quando sono incappata in questa bellissima riedizione non ho saputo resistere.

L’autrice ci regala una panoramica del suo soggiorno, durato due anni, presso il McLean Hospital. Una rinomata clinica psichiatrica.

Mi è capitato di leggere altri libri ambientati in centri psichiatrici (la tematica mi affascina moltissimo, quindi sappiate che leggerete altre recensioni di libri che trattano l’argomento) e questo si distingue per l’approccio singolare che l’autrice ha adottato.

Il McLean è noto per i sistemi di “cura” all’avanguardia, come l’elettroshock e la fasciatura del corpo mediante lenzuola gelide, ma sebbene il lettore sia consapevole di non essere in un parco divertimenti, non proverà un senso di angoscia per ciò che le pazienti sono tenute a subire. Forse per via delle personalità forti e carismatiche delle ragazze (non di tutte), che ci impediscono di vederle come donne deboli. Oppure perché il racconto di questo particolare frangente della vita dell’autrice lo si percepisce in un certo senso in maniera attutita. Per il tempo trascorso fra vissuto e narrazione, o per il rifiuto di immergersi troppo in profondità in ricordi dolorosi e non ancora metabolizzati, talvolta trattati persino in maniera ironica.

Al di là delle mie riflessioni personali, una cosa però è certa. Questa autobiografia susciterà in voi rabbia. Rabbia verso una società che quando non sa che etichetta affibbiare a qualcuno, lo classifica come pazzo.

Se io fossi nata trenta o quaranta anni prima, sarei stata internata come Susanna. Perché, soprattutto quando si è adolescenti, è normale non piacersi ed essere insicuri della vita, ed è facile credere in ciò che ci dicono, come ad esempio… che sei pazzo.

Questo libro è la testimonianza del fatto che la caccia alle streghe non è mai cessata, ma è semplicemente mutata in qualcosa di più moderno, in cui basta un colloquio di venti minuti con la persona sbagliata per essere considerati pazzi.

Quante vite rovinate dalla stupidità collettiva…

E oggi?

Qual è il nuovo stadio evolutivo della caccia alle streghe?

Libro sicuramente consigliato.

Una lettura breve, ma che vi darà da pensare.

TRAMA:

A diciotto anni Susanna Kaysen, dopo una sommaria visita di un medico che non aveva mai visto prima, viene spedita in una clinica psichiatrica, nota per i suoi pazienti famosi (Sylvia Plath, James Taylor e Ray Charles, tra gli altri) e per i metodi all’avanguardia. Vi passerà i due anni successivi e la sua storia, raccontata con tono distaccato, a volte comicamente beffardo e sempre autoironico, riesce nell’impresa di trasmetterci il senso di un’esperienza che in genere può essere compresa soltanto da chi l’ha vissuta.

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