Recensioni

“L’arco di trasformazione del personaggio” di Dara Marks

Buongiorno cari Lettori ^_^

Sul mio profilo Instagram ricevo spesso delle domande riguardanti il mondo della scrittura, come ad esempio “Se ti danno un tempo ben definito per scrivere un romanzo, come fai a rispettarlo?” Ebbene, la risposta a questa domanda l’ho condivisa nelle Stories (perché chissà, magari il mio punto di vista sarebbe potuto interessare anche ad altri).

Successivamente ho ricevuto altre domande (sentitevi liberi di chiedere, non sono un’esperta del settore, ma in dieci anni e nove romanzi… qualcosina posso dire di averla appreso 😉 ). Dicevo, ho ricevuto altre domande e dopo aver lanciato un sondaggio per lasciare la scelta ai Followers, ecco che l’argomento “Manuali di scrittura” l’ha spuntata su “Cosa non deve mancare mai mancare sul tavolo di uno scrittore?” (domanda alla quale peraltro avrei rispondo suggerendo dei “tomi” particolari, ma sono certa che avremo modo di parlare anche di questo) 😉

Perciò, al quesito “Hai dei manuali di scrittura da consigliare?” rispondo così ^_^

CERTAMENTEEEEEEEE!

Ma dato che non sono pochi e che voglio dedicare il giusto spazio a ognuno di loro, di tanto in tanto cercherò di recensirne qualcuno per voi.

Iniziamo con uno dei manuali che mi sono piaciuti di più e che ritengo che ogni scrittore dovrebbe leggere.

Questo è un libro da cui si può apprendere molto sull’arte della costruzione di un personaggio e della sua storia. Esempi chiari aiutano la comprensione dei concetti esposti.

Sotto certi versi, questo libro è stato per me un “turning point” che mi ha sicuramente fatto venire voglia di imparare e scavare ancora più a fondo nella psiche dei miei personaggi.

“La vera facilità dello scrivere viene dall’arte, non dal caso, perché coloro che hanno imparato a danzare si muovono più facilmente.”

– Alexander Pope –

Perciò, siate sempre curiosi, e alternate la lettura di romanzi a quella di manuali come questo (quelli di Audino Editore sono fantastici!). Non solo per apprendere cose nuove, ma anche per prendere coscienza di ciò che fate e di come lo fate.

La consapevolezza vi darà una marcia in più!

E non lasciatevi ingannare dal fatto che questo manuale si riferisca nello specifico ai personaggi delle sceneggiature, perché di fatto vi accorgerete che i punti trattati (plot, subplot, conflitti interni ed esterni) sono validi, anzi, validissimi anche per i romanzi che vi apprestate a scrivere.

Detto questo, vi lascio la trama che vi spiegherà nello specifico di cosa tratta il manuale. Come sempre mi auguro di esservi stata utile e, se vi va, condividete questo suggerimento attraverso i pulsantini che trovate in fondo all’articolo!

TRAMA:

Nelle grandi narrazioni, non solo quelle cinematografiche, i protagonisti si dividono al fondo in due grandi categorie. Da una parte gli eroi che non cambiano, qualcuno che entra nella storia già come eroe e per questo dopo mille avventure risolve il problema e ristabilisce l’equilibrio e l’ordine senza cambiare di una virgola (è il caso degli eroi western alla John Wayne, di 007 o di quasi tutti i protagonisti dei B-movie d’azione). Dall’altra, ed è quella che produce i film migliori, il protagonista durante i conflitti che deve affrontare per arrivare alla risoluzione finale si modifica, acquista consapevolezza e supera un problema interiore che spesso non sapeva di avere. In questo caso il raggiungimento dell’obiettivo sul piano della trama è servito a fare crescere umanamente il nostro eroe, e noi spettatori con lui. Questo è il libro che spiega come gestire l’arco di trasformazione del personaggio. Il nucleo del modello teorico e narrativo di Dara Marks fonde gli studi di Chris Vogler (Il viaggio dell’eroe) con quelli di Linda Seger (Come scrivere una grande sceneggiatura) e di Robert Mckee (Story) per arrivare all’individuazione di un motore immobile che sottende la scrittura di ogni grande storia. La scoperta cioè che a dare spessore umano al film è una profonda relazione tra il movimento del plot e lo sviluppo interiore del personaggio a partire da una “ferita inconscia” che affligge il protagonista all’inizio del suo percorso. L’arco di trasformazione dunque è insieme il cammino necessario a risolvere la maggior parte dei problemi di base di una sceneggiatura ma anche il racconto delle tappe di un processo di crescita verso una consapevolezza che riguarda tutti noi. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *