Recensioni

“I buoni” di Marco Ciotola

Buongiorno cari lettori ^_^

Il libro di cui vi parlerò oggi è davvero molto particolare. A dirla tutta l’ho appena terminato, ma non ho ben chiaro ciò che provo a riguardo.

I buoni” di Marco Ciotola, edito da Alter Ego Edizioni.

Questo romanzo racconta la storia di Giuseppe, uomo dai mille problemi che decide di suicidarsi, non prima però di aver sistemato alcune cose. Un po’ come quegli spiriti che restano incatenati alla terra per via di qualche questione in sospeso.

Non entrerò nel merito di quelle che sono le vicende che lo porteranno alla fine (della sua vita o del romanzo?), ma ci tengo a dire che ho molto apprezzato l’ironia un po’ cinica del protagonista, dovuta forse proprio al fatto di non avere più nulla nella propria esistenza alla quale aggrapparsi. Se non appunto la madre e il fratello, a cui comincia a dedicare i propri sforzi nell’intento di offrire loro una vita migliore.

Una nota fuori coro, ma non per questo spiacevole, il personaggio di Dario, che talvolta sembra provenire da un altro mondo.

Questo libro è un viaggio attraverso i pensieri e le emozioni di una persona che ha perso la voglia di vivere per se stesso, ma non per gli altri, anche se fatica ad ammetterlo.

“[…] chi si mette in posa quando ha un bebè in braccio si dimentica, seppur per un attimo, della cosa meravigliosa e fragile tra le sue mani, per privilegiare se stesso. Chi non smette di fissare il neonato dimentica se stesso invece, privilegia e custodisce un’esistenza diversa dalla sua. Sono quelli, i buoni.”

Una narrazione singolare, non sempre chiarissima, ma sicuramente adatta alla storia racchiusa in queste pagine.

TRAMA:

Ha deciso che è la fine, Giuseppe, perché l’istinto di conservazione è venuto meno. Prima, però, ci sono delle cose da sistemare, delle persone da sistemare: i centosettanta chili di mamma Giovanna, spettatrice di vite altrui; il persistente sorriso impacciato del fratello Martino, incapace di stare al mondo; lo spettro di papà Mario, poeta fallito, scappato via anni prima, le cui rime dozzinali e patetiche continuano ad aleggiare per casa. Con l’aiuto di Dario – figura indecifrabile, con sprazzi di poteri paranormali – Giuseppe andrà ben oltre il lecito, mosso dall’obiettivo di mettere tutto in ordine per la sua famiglia, e farlo prima di una scadenza autoimposta. Un romanzo da cui trapela ferocia, persino dalla sua ironia. Un esasperato spianarsi la strada verso la morte, ma pensando alla vita che viene dopo.

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