Recensioni

“A cosa servono le ragazze” di David Blixt

Buongiorno Lettori, anche oggi restiamo fedeli al tema scelto per questa settimana, e lo facciamo con un libro che davvero non potete perdervi!

Si tratta di “A cosa servono le ragazze” di David Blixt, edito da La Corte Editore.

Mi sono avvicinata a questo romanzo perché attratta dall’impresa compiuta da questa donna.

Spingersi a tanto. Farsi rinchiudere in un manicomio solo per scrivere un articolo di giornale?

Alcuni di voi potranno pensare questo, ma vi assicuro che dietro le sue motivazioni c’era molto di più.

Parliamo di un’epoca in cui la parola donna era un tutt’uno con la parola casa.

Quindi le bambine crescevano, diventavano giovani donne e si sposavano. Se non si sposavano, l’unico mezzo di sostentamento era il lavoro, ma se una donna lavorava non era ben vista, era sottopagata, e conduceva una vita di miseria, tristezza e derisione.

Cos’era peggio dunque?

Sposare il primo pretendente disponibile, incappando magari in uomini violenti e pericolosi? Oppure finire segregate in sporche fabbriche senza un briciolo di umanità?

E cosa succedeva se una donna non desiderava sposarsi, ma era invece intenzionata a intraprendere una carriera considerata esclusività del genere maschile? Un lavoro che non la portasse a spezzarsi la schiena per 15 ore con le mani arrotolate nel fil di ferro?

La battaglia della nostra Elisabeth, in arte Nellie Bly, inizia proprio da qui.

Il suo spirito combattivo e la sua infanzia difficile la conducono a intraprendere un percorso che la proclamerà prima giornalista investigativa della storia!

Non voglio rivelarvi troppo sulla storia, ma non è un segreto che questa giornalista si è fatta rinchiudere per ben 10 giorni in uno dei manicomi più temuti d’America per poter raccontare una storia. Quello che non sapeva quando è entrata però, era che non stava per scrivere un articolo, ma che stava per riscrivere le regole della storia.

Un romanzo bellissimo, che vi costringerà a far entrare nel vostro cuore questa donna fantastica anche se non lo vorrete, per poi scoprire che non potrete far a meno di amarla.

Leggendo queste pagine ho sofferto con lei e mi sono arrabbiata oltremodo con lei, per le ingiustizie inferte alle donne, non solo all’interno del manicomio, ma anche fuori.

Mi sono sentita molto vicina a questa protagonista, sia nello spirito combattivo che mi anima fin da quando ero bambina, sia nell’ingenuità che spesso ho pagato a caro prezzo. E poi che dire del Messico? Lei ci è stata per sei mesi, io quasi un anno. Certo, non ho scoperto chissà quali scandali politici come ha fatto Nellie, ma ho avuto modo di assaggiare il lato amaro che si cela nel regno dei tacos e, leggere gli aneddoti de el pueblo mexicano ha despertado muchos recuerdos.

In questa storia, come in altre di cui vi parlerò sicuramente, la donna viene considerata dalla società… scomoda. Motivo per cui leggo della Distopia in questo romanzo storico.

David Blixt è riuscito a calarsi perfettamente nei panni di Nellie Bly, raccontandoci senza filtri ogni suo più intimo pensiero. Un resoconto emozionante di un percorso di vita arduo e ammirevole.

Quindi, date retta a me e leggete questo romanzo. Vi farà capire ancora di più quanto la Distopia non sia assolutamente solo fantascienza.

TRAMA:

A cosa servono le ragazze è un romanzo che racconta la vera storia di Nellie Bly, la prima giornalista investigativa al mondo, la donna che ha contribuito a rivoluzionare la condizione sociale femminile. La storia inizia nel 1885, quando Elisabeth Cochrane, una mattina, leggendo il “Dispatch”, rimane colpita da un articolo che tratta del ruolo delle donne, viste esclusivamente come perfette padrone di casa e madri di famiglia. Elisabeth s’infuria e decide di scrivere a sua volta al giornale. La sua voce è forte, totalmente nuova, polemica: e questo non può che piacere al direttore del giornale che, in maniera del tutto inaspettata, le propone un lavoro come giornalista. Nellie Bly sarà il nome con cui inizierà a firmare i suoi articoli diventando una vera icona del femminismo, che si batte contro l’industria dominata dagli uomini, riportando storie che nessun altro vuole raccontare. Non si accontenta di scrivere, ma con una passione e determinazione dirompenti, si cala nei ruoli più diversi per vivere sulla propria pelle e documentare le situazioni e le condizioni delle donne lavoratrici del suo tempo. Fingendosi pazza, arriverà addirittura a entrare nel manicomio di Blackwell’s Island, rimanendoci per dieci lunghi giorni. Spogliata, drogata, picchiata, dovrà sopportare dieci notti di terrore e rivivere i giorni più bui della sua infanzia, per riuscire poi a fuggire e raccontare al mondo la sua storia.

RIVOLUZIONARIA, AUDACE, FEMMINISTA.LA PRIMA GIORNALISTA INVESTIGATIVA DONNA DELLA STORIA.

David Blixt, nato il 12 luglio 1973 ad Ann Arbor, Michigan, intreccia storie di persone brillanti in situazioni terribili e drammatiche. Vive a Chicago con sua moglie e due figli, si definisce “attore, autore, padre, marito. In ordine inverso”.

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