Eccoci di nuovo qui.

Allora, come procede questo percorso a tappe?

Se ti va, fammi sapere come va. Puoi scrivermi una mail o un messaggio privato su Instagram o Facebook. Ci tengo a sapere se i suggerimenti che ti sto dando sono utili o delle castronerie colossali 😉

Oggi, come avrai intuito dal titoletto della tappa, parliamo di cosa bisogna fare a libro finito. Guarda il breve video introduttivo e poi tuffati nel papiro che trovi qui sotto 😉

La cosa più importante da fare a libro finito è…

LASCIARLO DECANTARE!
Prenditi del tempo per te, dimenticalo e dedicati ad altro. In fondo te lo meriti anche, dato che per gli ultimi mesi non hai fatto altro che pensare a questo benedetto figlio di carta. Una boccata d’aria ti farà bene, ti aiuterà a ripulirti dalla polvere che ti si è posata addosso mentre lavoravi senza sosta. Direi che minimo due settimane, massimo un mese può andare. Io non andrei oltre, perché poi potrebbe subentrare la voglia di lavorare a un nuovo progetto, e noi non ce lo possiamo permettere in questo momento.

Quando riprenderai in mano il tuo manoscritto, rileggendolo troverai degli errori (i refusi scappano sempre, sono incredibili!) che sono passati inosservati nelle millemila volte in cui lo hai letto (praticamente a memoria). Inoltre potresti leggere delle frasi ed esclamare “Oddio, che cactus ho scritto qui?” o altre in cui penserai “Accidenti, l’ho scritta io questa? Wow!” (diamocela una pacchetta sulla spalla ogni tanto 😉 ).

Ad ogni modo, i punti fondamentali da controllare a mio avviso sono i seguenti:

  • Eventuali buchi o incongruenze di trama. I lettori sono molto attenti a queste cose, quindi se la tua storia è ingarbugliata come quelle che scrivo io, appuntati bene tutto. Meglio se su una parete in stile ricerca del serial Killer. Non farti lo sgambetto da sola, ci saranno già molte persone pronte ad azzopparti non appena avrai pubblicato. Non facilitargli il compito 😉
  • Dialoghi. Leggili ad alta voce e senti come suonano. I dialoghi sono dialoghi anche nei libri, quindi se una cosa non la diresti mai in una conversazione vera, non metterla nemmeno in un romanzo. Credibilità, sempre, mi raccomando! Se il tuo romanzo (anche se fantastico) non apparirà credibile al lettore, quest’ultimo non riuscirà a immergersi nella storia e non verrà conquistato dalle tue parole. Un sacco di volte mi sono trovata davanti a una bella storia, ma con dialoghi improbabili e infantili che hanno rovinato tutto. Occhio!
  • Descrizioni. Come dicevo nel video, è una questione di gusti, quindi prendi quello che ti dico con le pinze, ma in generale, descrizioni o addirittura scene in cui succede poco o niente, sono inutili e deleterie per il romanzo. Il ritmo ne risente e l’attenzione del lettore cala. Quindi evita di descrivere il granellino di polvere nascosto sotto il tacco della scarpa, a meno che questo granellino non faccia innescare una bomba.
  • Conflitti. Qui ci ricolleghiamo al punto di prima. La storia va avanti grazie a una serie di conflitti che alzano il ritmo sempre di più fino ad arrivare all’apice. Se in una scena non succede nulla, se non c’è un conflitto, se non si parla di qualcosa che serve alla storia per andare avanti, o al lettore per comprendere determinate cose, elimina.
  • Mostrare, non descrivere. Anche qui ci ricolleghiamo ai punti precedenti. Tu puoi far arrivare dei concetti al lettore in due modi. Il primo è descrivendo: “Tobia è un ragazzo molto alto“. Il secondo mostrando, il più efficace in assoluto perché spinge il lettore a “vedere” ciò che vuoi dirgli: “Tobia entrando nella stanza, fu costretto ad abbassare la testa per non sbattere contro lo stipite della porta”.

Una volta riletto e revisionato per conto tuo, e grazie anche all’aiuto dei Beta Readers, non ti resta che decidere cosa fare. Davanti a te ci sono diverse possibilità. Puoi optare per il Self-publishing, puoi proporti a un’agenzia letteraria che ti assista e ti aiuti a trovare un buon contratto, oppure puoi mandare il tuo prezioso figlio cartaceo a una casa editrice.

Cosa comportano queste tre strade, lo vedremo più avanti. Io le ho percorse tutte 😉 Prima di arrivare all’invio però, bisogna effettuare un bell’editing al testo. Oggigiorno le case editrici si aspettano di ricevere manoscritti editati, ma a prescindere da questo, migliore sarà il tuo lavoro, più possibilità avrai di essere tenuto in considerazione.

E se non hai i soldi per pagarti un editor?

Allora fai come ho fatto io. Leggi, rileggi, lavora fino allo sfinimento. Lascia decantare e poi torna a lavorarci. Dai il massimo!

Tutti i miei romanzi, a eccezione della seconda edizione di Lacrime di Cera e di Cavie, non hanno visto un editor nemmeno da lontano. Ho fatto del mio meglio per offrire un “prodotto” (passami il termine anche se è odioso, ma di prodotto si parla) curato il più possibile. Quindi se non hai un budget da investire, non disperare, continua a lavorare sodo e a studiare. A ogni romanzo, e questo lo dicono gli altri, il mio stile migliora, così come la forma e la struttura della storia. E come dico sempre, se ci sono riuscita io, perché non puoi farlo anche tu?

Su Instagram nei giorni scorsi mi è stato chiesto chi ha editato CAVIE. Ebbene, ho lavorato all’editing di Cavie direttamente con Gianni La Corte e con il supporto delle editor di Progetto Scrittura (che all’epoca era l’agenzia letteraria che mi rappresentava). Si è trattato di una collaborazione, perché pubblicare un romanzo con una Casa editrice significa collaborare con un team di professionisti (ovviamente non vale per tutte le CE, ma solo per quelle serie 😉 ). Ad ogni modo, anche con il supporto dell’editor, il lavoro sarai tu a farlo, nessuno riscriverà al tuo posto parti che non vanno bene. E anche qui, ricordati di essere umile. Una persona ti dirà cosa c’è che non va nella tua opera, ti farà delle critiche, e tu dovrai saperle accettare per poter crescere. Avrai anche un margine di contestazione, ovvio, ma ascolta bene e rifletti. Solo così potrai migliorare.

Alla fine di tutto. Quando il tuo romanzo sarà finalmente pronto. Ti verrà chiesto il penultimo sforzo (dico penultimo, perché poi arriverà un’altra bella gatta da pelare, ma non ti anticipo nulla).

Scrivere la sinossi!
Questo punto è una nota dolentissima, perché dovrete riassumere il vostro romanzo in una trama che sia accattivante e che non faccia spoiler. Nel mio caso, per me che metto colpi di scena ogni due pagine, è un casino infinito!!!

Ma si deve fare, e lo si deve fare anche bene. Quindi, mettete da parte l’ansia e la paura e buttate giù questa benedetta sinossi 😉 Per aiutarvi potete leggere le trame di altri libri e vedere un po’ come sono impostate. Magari trovate l’ispirazione giusta.

Suggerimento importante… quando lavori, stacca la connessione! Elimina le distrazioni 😉
Per oggi mi fermo qui, direi che il papiro è già abbastanza lunghetto. Nella prossima tappa affronteremo il Self-publishing, quindi vi invito, se ne avete, a mandarmi le vostre domande (via mail o messaggio privato sui social), così che io possa inserirle nella tappa se non sono fra gli argomenti che ho intenzione di toccare.

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